Non amo usare i nomi propri per parlare dei miei ex o dei tipi che ho frequentato e che sto frequentando. Preferisco "personalizzarli, passatemi il termine, e rinominarli in un modo particolare che mi ricorda il momento preciso in cui li ho conosciuti o una caratteristica che mi ha colpito.
Oppure quel momento in cui sono passati dalla categoria dei "frequentanti", all'Abisso dei Dimenticati. Allora in quel caso preferisco usare nomignoli più affettuosi, in modo da ricordare il perché non dovrebbero fare più ritorno da quell'abisso (che da questo momento in poi chiameremo AdD in modo da velocizzare il tutto).
Ci siete, quindi? AdD = Abisso dei Dimenticati.
Oppure degli esclusi, degli eliminati, dei nominati, insomma, decidete voi, sappiate solo che lì ci stanno quelli che mi sono cavato dalle palle e che non voglio più far tornare indietro.
Mi è sembrato doveroso dover spiegare quanto sopra in modo che possiate avere un quadro chiaro e completo di come ragiono.
Partiamo.
Chi è Stronzo I? La "I" sta per primo. Numero cardinale. A me gli Stronzi piace metterli in sequenza, numerarli come i papi.
Perché "I"? Non perché non ne abbia conosciuti altri prima di lui, magari. Ma perché "Stronzo" è una nuova generazione. Un po' come i pokémon. Che prima c'erano solo i pokémon normali, rosso, blu e giallo. Poi sono arrivati diamante, zaffiro, perla, nero, bianco etc. Ecco, uguale. Solo che, quelli che per questa generazione vengono definiti "Stronzi", prima avevano altri appellativi che non sto qui a dirvi se no facciamo mattino.
Comunque, chi è Stronzo I?
Stronzo I è stato il primo dell'anno, e si è conquistato il tanto ambito nuovo nome della nuova generazione.
Conosciuto su internet, ha esordito con frasi d'effetto e commenti sarcastici su quanto fossero instabili le persone in rete, sul fatto che lui avesse un'amica psicologa al quale aveva esposto diverse conversazioni avute con loschi figuri che prima gli avevano giurato amore eterno e il giorno dopo erano spariti. La solita solfa dell'abbordaggio omosessuale tramite applicazioni smartphone, insomma. Chi ha, sa.
E io, ovviamente, ho abboccato in pieno.
Passiamo la serata a chattare del più e del meno e decidiamo di vederci l'indomani sera per andare a bere qualcosa al Mono (locale gay friendly in zona Porta Venezia NdA).
L'indomani ci risentiamo e mi propone cena + bevuta.
In pizzeria.
Pizza.
Vorrei soffermarmi su questo punto e farvi riflettere. Io non mangio carboidrati. Manco se me li ficcano in bocca a forza.
Ora, per non fare la figura del ragazzo interrotto, ho accettato la cena e mangiato la pizza.
Appena incontrati lui mi dice che ha un regalo per me. Una "stronzatina" come l'ha definita lui. Un portachiavi a forma di ninja. ("Perchè mi hai detto che hai fatto arti marziali per anni e ho pensato che ti sarebbe potuto piacere). Io non amo i regali, Specialmente ai primi appuntamenti, quando ancora la persona non la conosci e il 99% delle volte canni in pieno. Però Stronzo I, invece, ci ha saputo decisamente fare. La "stronzatina" mi era piaciuta un sacco e questo non ha fatto altro che innalzare il suo punteggio.
Bravo Stronzo I, tanto di cappello.
Passiamo la serata a parlare del più e del meno, ci spostiamo verso il Mono, parliamo ancora del più e del meno, mi riaccompagna a casa, parliamo ancora del più e del meno e finalmente ci diamo 'sto cazzo di bacio che era da ore che ci stava ronzando attorno.
I giorni a seguire sono stai una serie di uscite: cinema, casa delle sue amiche, fuori con le sue sue amiche, discoteca con i suoi amici. Mi stava facendo conoscere a tutta la cerchia delle sue conoscenze in pratica.
Una sera gli ho chiesto se era libero il prossimo sabato per andare al One Way (una discoteca gay fuori Milano e che lui frequentava spesso NdA) ma lui mi dice che quella sera avrebbe avuto una cena e proprio non poteva. Segnatevi sta frase perché avrà molta importanza a breve.
Arriviamo al giorno fatale in cui il tutto si è trasformato.
Dopo 3 settimane di intense uscite e incontri, arriva il momento focale. Mi invita a casa sua per guardare un film. Ci mettiamo d'accordo su orari e luoghi di incontro (lui abitava a 25 km da casa mia, in un luogo raggiungibile solo tramite deltaplano prima e moto da cross dopo, quindi dovevamo sempre pianificare il tutto). La butto lì. Posso fermarmi anche a dormire? Certo che puoi. Olè, è fatta!
Durante il giorno esco con una mia amica e mi arriva un suo messaggio.
Premessa: ero sempre io a scrivere e cercare. Lui si degnava di rispondere ma mai di scrivere di prendere l'iniziativa.
Quindi il messaggio da parte sua non preannunciava nulla di buono:
Lui: "Mi sono ricordato ora che domani mattina mi devo alzare presto per andare al Carrefour"
Io: "Presto quanto?"
Lui: "Boh, 8.30"
Silenzio.
Io: "Devi fare una rapina al Carrefour o posso venire anche io?"
Lui: "No, te lo dicevo che magari tu volevi dormire un po' di più"
Io: "No, vabbè, mi sveglio, tranquillo"
Fine atto I.
Dopo un'oretta, rientro in scena dei personaggi . Altra ventata gelida:
Lui: "Guarda, nulla, domani mattina devo andare anche a fare delle commissioni. Ti spiace se vediamo il film e poi ti riporto a casa?"
Io, che non sono scemo e già mi stava per partire l'insulto: "Ascolta Stronzo I, se vuoi facciamo un'altra volta anche per il film. Mi scoccia che poi mi devi riaccompagnare a casa e farti tutta la strada."
Lui: "No, non ti preoccupare."
Io: "Ma, io lo dico per te, più che altro che se poi domani ti devi svegliare presto."
Lui: "Ok, allora niente. Ciao."
Fine atto II.
Dopo un'oretta si rialza il sipario:
Lui: "Comunque volevo dirti che mi hai fatto girare molto i coglioni."
Io che guardo il telefono con aria sbigottita e mantengo i nervi saldi per evitare di sbriciolarlo tra le mani: "Scusa? Per cosa?"
Lui: "Te lo dirò dopo, adesso sono molto incazzato".
Io che guardo il telefono e mi si crepa la faccia.
Fine atto III
La sera si dialoga per ore su whatsapp e viene fuori che in questo periodo lui è un po' incasinato a livello emotivo, che non vuole impegnarsi perché HA PAURA DI SOFFRIRE, che vuole stare un po' da solo e solite cazzate che si dicono. Io prendo atto e gli dico in primis di consultare la sua amica psicologa invece di presentargli i casi umani che incontra su internet, e che non gli scrivo più e che se vuole si fa sentire lui.
Dopo tre giorni, le balle di fieno che rotolano.
Sabato sera, ore 02.00 AM:
Io: "Stronzo I, mi manchi e ho bisogno di parlarti, hai due minuti?"
Lui: "Andrea, sono a ballare e non mi sembra il caso"
Ricollegate alla frase che ho sottolineato prima e potete capire perché da quell'istante in poi l'ho spedito nell'AdD.
E ho pure mangiato la pizza per sto qua!!!
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