... ti ritrovi l'ennesimo coglione.
Perché è una legge indiscutibile. Cazzo vuoi trovare dietro portone? Un ragazzo bello, simpatico e intelligente che ti amerà per il resto della tua vita? Seeeee, sogna! Qua di "azzurro" è rimasto solamene il felpone che mi sono comprato l'altro giorno da Hollister.
La sera stessa in cui ho beccato F fare il cretino con il suo "amico sordomuto", dopo il mio tentativo del lancio del cubo, ho conosciuto l'Infermiere.
La frequentazione/conoscenza/quello che volete voi con l'Infermiere è durata fortunatamente poco e si è conclusa con uno spargimento di alcool. Sì, alcool, niente sangue.
L'incontro con l'Infermiere è avvenuto grazie ad un suo amico che, dandogli una potente culata mentre ballavano, lo ha spinto violentemente tra le mie braccia e i miei iniziali "vaffanculo, mi hai pestato un piede porca troia che male puttano".
Dopo le varie "scusa, non volevo" e i vari "non ti preoccupare, non importa", iniziamo a parlottare e mi chiede se lo accompagno a fumare. Mi offre una sigaretta, fumiamo, parliamo, mi limona selvaggiamente.
Ma proprio selvaggiamente, una foga che manco Brad Pitt dopo sette anni in Tibet.
Ma poi morsicava. Solo l'indomani mi sono accorto di un immenso segno rosso stampato sul collo che ha cambiato gradazione di colore costringendomi ad andare in giro in dolcevita per tutta la settimana successiva.
Dopo avermi sbranato mezza faccia e parte del collo, l'Infermiere mi chiede il numero di telefono e se riusciamo a vederci in settimana. E prenditi sto cazzo di numero per il momento, poi a vederci in settimana ci pensiamo domani,
L'indomani mi scrive e insiste sul discorso "Oh, ma quando ci vediamo?"
Io, appena scoperto l'ematoma sul collo, tremo all'idea di vederlo da solo a casa sua.
Grazie al cielo, nella settimana del dolcevita, io e l'Infermiere non siamo riusciti a beccarci mezza volta.
A parte il fatto che lui abitava a Sesto San Giovanni che da casa mia equivale a "in culo ai lupi", e poi perché tra i suoi turni di lavoro e i miei impegni dissipati, non abbiamo mai avuto modo di vederci.
Fino alla domenica successiva quando:
Domenica, ore 20.45
Io che mi preparo per andare al Borgo da solo visto che Amico I mi ha tirato il bidone all'ultimo secondo
L'Infermiere: "Ciao, vai al Borgo stasera?"
Io: "Sì, ci sei anche tu?"
L'Infermiere: "Sì, vengo con un mio collega che fa il medico nell'ospedale dove lavoro"
Io: "Ah, bene, allora ci vediamo lì"
L'Infermiere: "Certo. A dopo. Ciao"
Ora, voi penserete che tutte le mie sfighe siano legate ai messaggi che io ricevo pochi secondi prima di andare al Borgo, no? Effettivamente è la stessa cosa che penso anche io. Ogni volta che ricevo messaggi prima di andare a ballare, sento la gelida mano della sfiga che mi tocca la spalla e si prepara a dare il meglio di sé.
Comunque, arrivato al Borgo trovo l'Infermiere, lo saluto, ci parlo 4 macrosecondi (tutta la foga della domenica precedente e della settimana sembrava essersi volatilizzata, mah..?) e dopo mi allontano perché sto comportamento che aveva mi stava già iniziando a fare girare le palle.
Scusate, io sarò pure mestruato, però mi rompi il cazzo tutta la settimana per chiedermi quando ci vediamo, mi chiedi se sono a ballare, ci vediamo e poi mi parli a monosillabi, ma allora vai a prendertelo affettuosamente nel culo.
Dopo un po' l'Infermiere e il suo amico medico (un uomo che avrà avuto si e no 45 anni tutti) spariscono dalla sala commerciale. Fottesega, io ballo da solo come Liv Tyler nel film di Bertolucci.
Segue serie di balli scatenati e sensuali.
Come di consuetudine, per prendermi una pausa, mi faccio il giro delle altre sale del Borgo per vedere la fauna presente e, a ridosso della sala revival, mi becco sta scena:
Infermiere e medico avvinghiati l'un l'altro che si slinguano a vicenda in maniera abbastanza discutibile dal punto di vista erotico.
Io rimango interdetto per tipo 5 secondi poi riprendo il controllo della situazione e Lady Vendetta viene fuori.
Mi siedo sul muretto ad una distanza di 4/5 metri dallo slinguamento in corso e attendo pazientemente che il siparietto abbia fine, per essere notato.
Non finisce, non mi notano.
Me ne vado e cancello il numero strada facendo.
Ero triste? Assolutamente no. Schifato, quello sì. Cazzo mi scrivi a fare se sono al Borgo se poi ti porti il tuo amico per limonartelo? Piuttosto non chiedermi nulla e fatti chi cazzo vuoi.
Torno nella sala commerciale, mi prendo da bere e mi lancio nelle danze.
Dopo una mezz'oretta di scatenamenti vari mi sento abbracciare da dietro e sussurrare dolcemente all'orecchio un "come va?"
Mi giro. L'Infermiere davanti a me. COME VA???
Ora, ammetto di essere un pochetto impulsivo, vero, però quello successo dopo è stato di un liberatorio assurdo. Tipo come fare la pipì dopo ore che la trattieni.
Con la mano sinistra ho spinto leggermente l'Infermiere lontano dalle mie membra e con la mano destra ho brutalmente scagliato il cocktail che avevo in mano sulle sue membra.
Sono passato dal "lancio del cubo" al "lancio del cocktail" con risultati decisamente migliori.
Coperto di Malibù e coca, l'Infermiere chiede il perché dell'insano gesto, io gli dico di non prendermi per il culo, di ringraziare che il bicchiere non era di vetro perché se no era "diretto in faccia" con sfregio sicuro (giusto perché io non spargo sangue) e di tornare a limonarsi il suo "amico" medico. Tre ragazzi di fianco a noi che avevano assistito alla scena applaudono alla fine del mio show. Mi sento Dio! Don't stop me now!
L'Infermiere capisce e si dilegua visibilmente imbarazzato.
Ho vinto! Epico!
Uno dei tipi che ha applaudito si avvicina, chiede se va tutto bene, tanta stima per quello che hai fatto perché "oh, io non avrei avuto mai il coraggio, figa", dice che gli dispiace. Io gli dico che mi dispiace solo per il cocktail visto che era mezzo pieno, lui ride, mi offre un cocktail, balliamo, limoniamo.
E dopo di lui ce ne sono stai altri tre, perché la serata aveva preso una brutta piega e io avevo bisogno di essere consolato e vaffanculo a chi mi giudica.
La mattina dopo, messaggio da numero non presente in rubrica
L'Infermiere: "Non ho parole..."
Io: "Guarda, io di parole ne avrei anche fin troppe ma è meglio che mi sto zitto. Abbi almeno la decenza di farlo anche tu."
L'infermiere: "Ok. Scusa. Tante care cose."
Cioè, vi rendete conto? MI SONO FATTO UNO CHE DICE "TANTE CARE COSE"!!!!!!!!
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