Carnevale mi piace. Anche Halloween.
Mi piacciono come "festività" perché sono tutti mascherati e potenziali gnocchi. Sì, lo so, sono di una bassezza infinita, ma che ci possiamo fare?
Che pretendete da uno che ha come sveglia sul cellulare "I'm sexy and I know it"?
Almeno sono realista.
Mi piace Natale perché si ricevono i regali, Pasqua perché è vicino al mio compleanno e quindi ricevo altri regali, Carnevale e Halloween per i motivi sopra citati. E fanculo tutto il resto. Molto probabilmente c'è un girone dell'inferno dedicato a me che mi aspetta.
Carnevale, quest'anno, l'ho festeggiato di domenica.
Alla faccia di chi mi diceva "Domenica??? Ma è la prima domenica di quaresima! Sacrilegio!"
A me. Avete capito bene? Parlano di cristianità a me.
Sorvoliamo.
Come ogni domenica che si rispetti siamo andati al Borgo io e Amico I.
Io vestito da vampiro, lui vestito da papa.
Lui ha fatto colpo manco fosse Madonna, a me chiedevano tutti da cosa ero vestito e, una volta scoperto l'arcano, la domanda era la seguente "Ah, ma succhi?".
Vabbè, un po' me la sono andata a cercare, lo ammetto.
Durante il corso della serata i miei occhi sono caduti su molti validi elementi mascherati che, appena tolta la maschera, davano vita ad un nuovo significato della parola "cesso".
Perseo, conosciuto proprio durante la serata in questione, faceva capolino. Sarà forse stato per il suo costume decisamente sexy, sarà stato per quell'aria da timido che a me, estroverso inside, piace sconvolgere, fatto sta che l'avevo puntato e dovevo conoscerlo.
Era con un gruppo di amiche e ballava sempre con una in particolare. Oh, cacchio, è etero!
Poi è partita la sigla di "Non è la Rai" che ha disciolto ogni mio dubbio.
Per tutto il tempo ho pensato che fosse vestito da legionario romano e il mio approccio e stato parecchio sfrontato:
Io: "Ciao, bello il costume, mi piace molto. Sei sexy vestito da legionario romano!"
Perseo: "Ma... sono Perseo!"
Io: "Minchia, che figura demmerda! E' che non ho visto Andromeda e mi sono confuso"
Perseo: "Chi???"
Annamo bene. Sto qua si veste da Perseo e non sa manco chi è.
Vabbè, è carino, perdonabile.
Timido a livelli cosmici, comunque. E io adoro quelli timidi. Vestito da vampiro, poi, faccio ancora di più la parte dello stronzo provocatore pure mezza mignotta.
Vabbè, dai Perseo, limoniamo. e quando ti ricapita di limonare con un vampiro? Mi sono pure tolto le zanne per l'occasione mandando a puttane il mio già precario travestimento.
Dopo una mezz'oretta di porcate mitologiche, lui deve tornare dalle amiche.
Perseo, vuoi il numero? Mmmmh, fa l'indeciso. Alla fine accetta.
Ok, questo non lo sento più.
Continuo il mio giro nel locale fino a che, verso le 02.00, eccolo!
Dovete sapere che al Borgo, dopo l'01.30/02.00 iniziano i così detti "saldi di fine serata". Tipi che erano inabbordabili all'inizio, sono ormai talmente pregni di alcool che iniziano a vedere tutti bellissimi e si lasciano andare con estrema facilità.
Solitamente capita anche a me.
Anche perché io, furbamente, bevo due cocktail a digiuno velocizzando il processo e dando inizio ai saldi già dopo la mezzanotte.
Cenerentola, guarda e impara, bigotta del cazzo!
Ma lui non era ubriaco e io neanche.
L'Altissimo mi sorride e io sorrido a lui. Mi fa cenno e indica le mie occhiaie. Mi avvicino.
E' alto come un palazzo di 3 piani, per parlargli devo mettermi sul cubo:
L'Altissimo: "Pensavo che le occhiaie fossero tue"
Io: "Ho messo così tanto ombretto nero che molto probabilmente da oggi lo sono diventate ufficialmente. Piuttosto che perdere tempo a truccarmi mi conviene fare un trapianto di faccia."
L'Altissimo ride: "Sei simpatico, ma non trapiantarti la faccia che è molto carina, anche con il trucco"
Io parto per la tangente.
Parliamo un altro po', poi mi chiede se vado a fumare e, dopo la sigaretta, inizia il limone powerful per il quale mi devo mettere sulle punte dei piedi manco fossi Giselle interpretata da Carla Fracci.
L'Altissimo continua a dire che gli piaccio, che vuole il mio numero, che mi vuole rivedere il prima possibile.
Certo, perché no?
Nel frattempo torna Amico I che, da bravo migliore amico istruito a dovere, mi dice che si è limonato mezzo Borgo.
Bravo Amico I, bravo!.
Al ritorno dal Borgo, l'Altissimo ha voluto chiamarmi e siamo stati fino alle 7 del mattino al telefono a scambiarci effusioni amorose come due piccioncini. Lo so che non avrei dovuto ma, sostanzialmente, se trovo uno che mi piace le mie convinzioni studiate da tempo e fortificate da tutto quello passato, svaniscono più velocemente dei conigli nei cilindri.
L'indomani inizia a rifarsi sentire Perseo che io pensavo fosse sparito per sempre, magari pietrificato da Medusa Alle 9.00 del mattino mi squilla il telefono (che io, furbamente non avevo spento).
Bestemmio, leggo il messaggio.
Perseo.
Oddio!
E te da dove sei riemerso? Ma Andromeda? Medusa? Ma il Kraken quando serve non lo trovi mai?
Passo tutto il lunedì a districarmi tra Perseo e l'Altissimo.
Guarda Perseo, mi spiace. Dovevi svegliarti prima. Qui i treni passano alla svelta e io sono una persona che non perde tempo e vuole viaggiare in prima classe.
Fortunatamente per me, Perseo ha evidenti problemi di instabilità sociale. Infatti fa una serie di domande assai strane a cui io rispondo molto sinceramente e poi sparisce con la scusa che deve andare a mangiare.
Ciao Perseo, ciao. Salutami Andromeda.
L'Altissimo, invece, continua a farsi sentire, sempre più convinto. Non vuole vedermi per fare sesso. Vuole vedermi e basta. Vuole baciarmi ancora e abbracciarmi senza tutta la gente intorno.
A sto punto non potete dirmi nulla, dai.
Uno che ti dice delle cose del genere va sposato immediatamente. <3
Vi tengo aggiornati/e.
mercoledì 20 febbraio 2013
Chiusa una porta...
... ti ritrovi l'ennesimo coglione.
Perché è una legge indiscutibile. Cazzo vuoi trovare dietro portone? Un ragazzo bello, simpatico e intelligente che ti amerà per il resto della tua vita? Seeeee, sogna! Qua di "azzurro" è rimasto solamene il felpone che mi sono comprato l'altro giorno da Hollister.
La sera stessa in cui ho beccato F fare il cretino con il suo "amico sordomuto", dopo il mio tentativo del lancio del cubo, ho conosciuto l'Infermiere.
La frequentazione/conoscenza/quello che volete voi con l'Infermiere è durata fortunatamente poco e si è conclusa con uno spargimento di alcool. Sì, alcool, niente sangue.
L'incontro con l'Infermiere è avvenuto grazie ad un suo amico che, dandogli una potente culata mentre ballavano, lo ha spinto violentemente tra le mie braccia e i miei iniziali "vaffanculo, mi hai pestato un piede porca troia che male puttano".
Dopo le varie "scusa, non volevo" e i vari "non ti preoccupare, non importa", iniziamo a parlottare e mi chiede se lo accompagno a fumare. Mi offre una sigaretta, fumiamo, parliamo, mi limona selvaggiamente.
Ma proprio selvaggiamente, una foga che manco Brad Pitt dopo sette anni in Tibet.
Ma poi morsicava. Solo l'indomani mi sono accorto di un immenso segno rosso stampato sul collo che ha cambiato gradazione di colore costringendomi ad andare in giro in dolcevita per tutta la settimana successiva.
Dopo avermi sbranato mezza faccia e parte del collo, l'Infermiere mi chiede il numero di telefono e se riusciamo a vederci in settimana. E prenditi sto cazzo di numero per il momento, poi a vederci in settimana ci pensiamo domani,
L'indomani mi scrive e insiste sul discorso "Oh, ma quando ci vediamo?"
Io, appena scoperto l'ematoma sul collo, tremo all'idea di vederlo da solo a casa sua.
Grazie al cielo, nella settimana del dolcevita, io e l'Infermiere non siamo riusciti a beccarci mezza volta.
A parte il fatto che lui abitava a Sesto San Giovanni che da casa mia equivale a "in culo ai lupi", e poi perché tra i suoi turni di lavoro e i miei impegni dissipati, non abbiamo mai avuto modo di vederci.
Fino alla domenica successiva quando:
Domenica, ore 20.45
Io che mi preparo per andare al Borgo da solo visto che Amico I mi ha tirato il bidone all'ultimo secondo
L'Infermiere: "Ciao, vai al Borgo stasera?"
Io: "Sì, ci sei anche tu?"
L'Infermiere: "Sì, vengo con un mio collega che fa il medico nell'ospedale dove lavoro"
Io: "Ah, bene, allora ci vediamo lì"
L'Infermiere: "Certo. A dopo. Ciao"
Ora, voi penserete che tutte le mie sfighe siano legate ai messaggi che io ricevo pochi secondi prima di andare al Borgo, no? Effettivamente è la stessa cosa che penso anche io. Ogni volta che ricevo messaggi prima di andare a ballare, sento la gelida mano della sfiga che mi tocca la spalla e si prepara a dare il meglio di sé.
Comunque, arrivato al Borgo trovo l'Infermiere, lo saluto, ci parlo 4 macrosecondi (tutta la foga della domenica precedente e della settimana sembrava essersi volatilizzata, mah..?) e dopo mi allontano perché sto comportamento che aveva mi stava già iniziando a fare girare le palle.
Scusate, io sarò pure mestruato, però mi rompi il cazzo tutta la settimana per chiedermi quando ci vediamo, mi chiedi se sono a ballare, ci vediamo e poi mi parli a monosillabi, ma allora vai a prendertelo affettuosamente nel culo.
Dopo un po' l'Infermiere e il suo amico medico (un uomo che avrà avuto si e no 45 anni tutti) spariscono dalla sala commerciale. Fottesega, io ballo da solo come Liv Tyler nel film di Bertolucci.
Segue serie di balli scatenati e sensuali.
Come di consuetudine, per prendermi una pausa, mi faccio il giro delle altre sale del Borgo per vedere la fauna presente e, a ridosso della sala revival, mi becco sta scena:
Infermiere e medico avvinghiati l'un l'altro che si slinguano a vicenda in maniera abbastanza discutibile dal punto di vista erotico.
Io rimango interdetto per tipo 5 secondi poi riprendo il controllo della situazione e Lady Vendetta viene fuori.
Mi siedo sul muretto ad una distanza di 4/5 metri dallo slinguamento in corso e attendo pazientemente che il siparietto abbia fine, per essere notato.
Non finisce, non mi notano.
Me ne vado e cancello il numero strada facendo.
Ero triste? Assolutamente no. Schifato, quello sì. Cazzo mi scrivi a fare se sono al Borgo se poi ti porti il tuo amico per limonartelo? Piuttosto non chiedermi nulla e fatti chi cazzo vuoi.
Torno nella sala commerciale, mi prendo da bere e mi lancio nelle danze.
Dopo una mezz'oretta di scatenamenti vari mi sento abbracciare da dietro e sussurrare dolcemente all'orecchio un "come va?"
Mi giro. L'Infermiere davanti a me. COME VA???
Ora, ammetto di essere un pochetto impulsivo, vero, però quello successo dopo è stato di un liberatorio assurdo. Tipo come fare la pipì dopo ore che la trattieni.
Con la mano sinistra ho spinto leggermente l'Infermiere lontano dalle mie membra e con la mano destra ho brutalmente scagliato il cocktail che avevo in mano sulle sue membra.
Sono passato dal "lancio del cubo" al "lancio del cocktail" con risultati decisamente migliori.
Coperto di Malibù e coca, l'Infermiere chiede il perché dell'insano gesto, io gli dico di non prendermi per il culo, di ringraziare che il bicchiere non era di vetro perché se no era "diretto in faccia" con sfregio sicuro (giusto perché io non spargo sangue) e di tornare a limonarsi il suo "amico" medico. Tre ragazzi di fianco a noi che avevano assistito alla scena applaudono alla fine del mio show. Mi sento Dio! Don't stop me now!
L'Infermiere capisce e si dilegua visibilmente imbarazzato.
Ho vinto! Epico!
Uno dei tipi che ha applaudito si avvicina, chiede se va tutto bene, tanta stima per quello che hai fatto perché "oh, io non avrei avuto mai il coraggio, figa", dice che gli dispiace. Io gli dico che mi dispiace solo per il cocktail visto che era mezzo pieno, lui ride, mi offre un cocktail, balliamo, limoniamo.
E dopo di lui ce ne sono stai altri tre, perché la serata aveva preso una brutta piega e io avevo bisogno di essere consolato e vaffanculo a chi mi giudica.
La mattina dopo, messaggio da numero non presente in rubrica
L'Infermiere: "Non ho parole..."
Io: "Guarda, io di parole ne avrei anche fin troppe ma è meglio che mi sto zitto. Abbi almeno la decenza di farlo anche tu."
L'infermiere: "Ok. Scusa. Tante care cose."
Cioè, vi rendete conto? MI SONO FATTO UNO CHE DICE "TANTE CARE COSE"!!!!!!!!
lunedì 18 febbraio 2013
Vuitton
Una volta finita una relazione/frequentazione/quello che volete voi con qualcuno, mai, e dico mai, pronunciare la frase "Adesso voglio stare un po' da solo".
E' automaticamente scontato che nel giro di 24 ore troverai qualcun'altro e fanculo ai sogni di vita da single.
Vuitton (soprannominato affettuosamente "F" su Twitter) si è sforzato molto per entrare nella categoria "Stronzi" e diventare così Stronzo II, ma alla fine non si è impegnato abbastanza ed è rimasto tale il soprannome inizialmente concepito.
Conosciuto esattamente 24 ore dopo aver sfanculato in modo educato Stronzo I, il suo ingresso in scena è stato silenzioso e poco percettibile. Mi stava per far litigare con Amico II.
Ma andiamo per gradi.
Il giorno dopo la fine dell'odissea Stronzo I, Amico II mi chiede di andare al Borgo per svagarmi un po', ovvero limonarmi mezzo locale tornando a casa soddisfatto.
In pratica fare la zoccola come solo noi sappiamo fare.
Riluttante, accetto.
Durante la serata, Amico II incontra due tipi e balla con loro per tutto il tempo. Io, intanto, mi "giro" il locale.
Torno da Amico II il cuore gonfio di pena e lo stomaco gonfio di alcool e Amico II mi presenta i tipi con cui stava ballando tutta sera:
Amico II : "Andre, lui è F." e nell'orecchio: "Non è figo?! Ci sto provando da un'ora"
Io nell'orecchio di Amico II : "Sì, niente male" - "Ciao F, piacere sono Andrea"
F: "Ciao Andrea!" poi si avvicina all'orecchio e mi fa: "Sei molto carino, è da un'ora che ti guardo"
Io sorrido con faccia ebete, guardo Amico II e penso alla sua ora sfumata nel giro di sette secondi di conversazione.
F mi segue per il locale, vuole il mio numero a tutti i costi. Pur dicendogli che "No, tanto sono al Borgo praticamente tutte le domeniche e nel caso ci si rivede lì, e che no, per il momento preferisco non dare il numero", niente, mi convince. Gli do il numero, Amico II mi becca e mi tira pugni sui reni mentre io cerco di non soffrire eccessivamente mentre digito il numero sulla tastiera dell'I-phone di F.
Passo il resto della serata a cercare di convincere Amico II che io non ci ho provato minimamente, che ha fatto tutto lui, che io manco l'avevo visto e via così, finché alla fine mi perdona e se ne limona un altro.
F mi scrive appena uscito dal locale.
Mi scrive un sacco di smancerie e robe mielose che ormai reduce da chissà quante dovrei essere abituato.
E invece un cazzo proprio!
Abbocco nuovamente e mi faccio tirare su con estrema facilità.
F lavora da "Louis Vuitton" in centro, fa turni molto rigidi ed è sempre impegnato.
F mi riscrive l'indomani e mi comunica orgogliosamente che ha la serata libera.
La serata si svolge pressapoco così: Eeeeeeh! Peppèpepeppèpeppèpepeppè! A E I O U Y!
L'indomani F mi scrive:
F: "Grazie per essere venuto, mi ha fatto piacere :)"
Io: "Anche a me ha fatto piacere, grazie a te :)"
F: "Ti va di rivederci in settimana? Mi piacerebbe conoscerti meglio"
Io: "Certo, più che volentieri"
Prestate bene attenzione alla conversazione appena svoltasi perché è l'unica decente avuta in tre settimana di frequentazione con F.
Nei giorni successivi, i drammi!
Di seguito una delle "conversazioni tipo" con F via whatsapp. Prestate molta attenzione agli orari:
ore 09.20 - F: "Buongiorno"
ore 10.30 - Io: "Buongiorno a te, come va?"
ore 12.45 - F: "Bene, te?"
ore 12.45 - Io: "Bene, grazie, sei al lavoro?"
ore 15.56 - F: "Sì"
ore 15.56 - Io: "Casino?"
ore 17.15 - F: "Sì"
ore 17.15 - Io: "Ti lascio tranquillo, ci sentiamo quando finisci :)"
Morto.
Dopo due o tre giorni di "conversazioni tipo", mi rompo le balle e chiedo a F se ha intenzione di continuare a "conoscerci meglio" oppure se tanti saluti, una stretta di mano e avanti il prossimo. Lui mi dice che si, è ancora interessato ma che al lavoro è un delirio e che sicuramente troverà un buco per vederci durante il week-end.
Ovviamente il week-end passa senza che F si faccia sentire
Settimana dopo, altre "conversazioni tipo" e altra promessa di vederci nel week-end
Sfumata anche questa.
Seconda settimana - Domenica - ore 20.35
Io che aspetto che passi Amico I per andare al Borgo
Messaggio di F: "Vai al Borgo stasera?"
Io: "Sì, vieni anche te?"
F: "No, però ti volevo dire che domani mattina sono libero, se vuoi"
Io, smadonno: "Sì, non troppo presto che stasera faccio tardi"
F: "Ok, va bene per le 10?"
Io, smadonno ancora di più: "Sì, va bene, a domani!"
Durante la notte, messaggio da F con tanto di foto del termometro che segna 39.2.
Il giorno dopo, ovviamente, il tutto sfuma io mi preoccupo della salute di F:
ore 10.30 - Io: "Come procede la febbre?"
ore 12.35 - F: "Male"
ore 12.35 - Io: "Hai bisogno di una mano per qualcosa? Far da mangiare, andare in farmacia.."
ore 14.56 - F: "No"
ore 14.56 - Io: "Ok, ci sentiamo dopo"
Nei giorni seguenti pensavo che F fosse morto di tifo e ho continuato a pensarlo fino alla domenica successiva quando:
Terza settimana - Domenica . ore 20.40
Io che aspetto che passi Amico I per andare al Borgo
Messaggio di F: "Vai al Borgo stasera?"
Io: "Sì, vieni anche te?"
F: "Sì, sono là con un mio amico"
Io: "Ah, bene, allora ci vediamo lì"
F: "Certo!"
Tenetevi pronti perché la serata è stata memorabile. Di seguito i punti salienti:
- Ore 22.00 F arriva, mi saluta, scambiamo tre secondi di parole inutili e lui salta subito fuori col "Domani mattina e martedì pomeriggio sono libero, ci vediamo?" senza che io gli avessi chiesto un cazzo
Ok, va bene, vediamoci domani mattina.
Per il resto della serata non ci caghiamo manco per sbaglio.
- Ore 00.30 Dopo un po', mentre stavo troieggiando allegramente sul cubo, davanti ai miei occhi si para la scena di F che ride e scherza con un tipo, si parlano nell'orecchio a vicenda e si scambiano i numeri di telefono. Tipo che, oltretutto, ci aveva provato 15 minuti prima con me, ma sorvoliamo.
- Ore 00.35 Io che mi becco la scena, urlo "Fermi tutti" a quelli presenti sul cubo insieme a me e il primo istinto è quello di prendere il cubo e scagliarlo addosso a F, gente sopra compresa.
- Ore 00.40 F cade, miseramente nell'AdD in quel preciso istante.
Ma la storia non finisce qui.
L'indomani mando un messaggio a F dicendogli che mi ha già preso abbastanza per il culo, che prima mi chiede se ci vediamo il giorno dopo e poi scambia il numero con un altro tipo (frase mia: "Cos'è, io la mattina e lui il pomeriggio?) e che la sera precedente abbiamo avuto la possibilità di passare la serata insieme e invece lui manco per il cazzo.
F si giustifica dicendo che il tipo con il quale aveva scambiato il numero era un, tenetevi forte, suo vecchio amico SORDOMUTO con il quale aveva perso i contatti. Gli faccio notare, molto cortesemente (e stavolta dico davvero) che il suo vecchio amico SORDOMUTO ci aveva provato con me 15 minuti prima e che potevo assicurargli che non era né sordo né muto.
A questo punto vi starete chiedendo: "Perché non Stronzo II?"
Inspiegabilmente F è crollato.
Si è scusato dicendomi che gli sarebbe piaciuto davvero tanto conoscermi meglio ma che la sua situazione lavorativa non glielo permetteva, visto che al momento era molto impegnato e non aveva tempo di stare dietro ad una relazione. Si è scusato perché effettivamente ha lasciato il numero ad un tipo che poi non si è manco più fatto sentire e si è scusato per come mi aveva trattato nelle settimane precedenti.
Il tutto è finito con un mio messaggio che recita testualmente:
"Non importa, se un giorno vorrai cercarmi, saprai come trovarmi".
Perché io sono un pirla dopotutto!
Stronzo I
Non amo usare i nomi propri per parlare dei miei ex o dei tipi che ho frequentato e che sto frequentando. Preferisco "personalizzarli, passatemi il termine, e rinominarli in un modo particolare che mi ricorda il momento preciso in cui li ho conosciuti o una caratteristica che mi ha colpito.
Oppure quel momento in cui sono passati dalla categoria dei "frequentanti", all'Abisso dei Dimenticati. Allora in quel caso preferisco usare nomignoli più affettuosi, in modo da ricordare il perché non dovrebbero fare più ritorno da quell'abisso (che da questo momento in poi chiameremo AdD in modo da velocizzare il tutto).
Ci siete, quindi? AdD = Abisso dei Dimenticati.
Oppure degli esclusi, degli eliminati, dei nominati, insomma, decidete voi, sappiate solo che lì ci stanno quelli che mi sono cavato dalle palle e che non voglio più far tornare indietro.
Mi è sembrato doveroso dover spiegare quanto sopra in modo che possiate avere un quadro chiaro e completo di come ragiono.
Partiamo.
Chi è Stronzo I? La "I" sta per primo. Numero cardinale. A me gli Stronzi piace metterli in sequenza, numerarli come i papi.
Perché "I"? Non perché non ne abbia conosciuti altri prima di lui, magari. Ma perché "Stronzo" è una nuova generazione. Un po' come i pokémon. Che prima c'erano solo i pokémon normali, rosso, blu e giallo. Poi sono arrivati diamante, zaffiro, perla, nero, bianco etc. Ecco, uguale. Solo che, quelli che per questa generazione vengono definiti "Stronzi", prima avevano altri appellativi che non sto qui a dirvi se no facciamo mattino.
Comunque, chi è Stronzo I?
Stronzo I è stato il primo dell'anno, e si è conquistato il tanto ambito nuovo nome della nuova generazione.
Conosciuto su internet, ha esordito con frasi d'effetto e commenti sarcastici su quanto fossero instabili le persone in rete, sul fatto che lui avesse un'amica psicologa al quale aveva esposto diverse conversazioni avute con loschi figuri che prima gli avevano giurato amore eterno e il giorno dopo erano spariti. La solita solfa dell'abbordaggio omosessuale tramite applicazioni smartphone, insomma. Chi ha, sa.
E io, ovviamente, ho abboccato in pieno.
Passiamo la serata a chattare del più e del meno e decidiamo di vederci l'indomani sera per andare a bere qualcosa al Mono (locale gay friendly in zona Porta Venezia NdA).
L'indomani ci risentiamo e mi propone cena + bevuta.
In pizzeria.
Pizza.
Vorrei soffermarmi su questo punto e farvi riflettere. Io non mangio carboidrati. Manco se me li ficcano in bocca a forza.
Ora, per non fare la figura del ragazzo interrotto, ho accettato la cena e mangiato la pizza.
Appena incontrati lui mi dice che ha un regalo per me. Una "stronzatina" come l'ha definita lui. Un portachiavi a forma di ninja. ("Perchè mi hai detto che hai fatto arti marziali per anni e ho pensato che ti sarebbe potuto piacere). Io non amo i regali, Specialmente ai primi appuntamenti, quando ancora la persona non la conosci e il 99% delle volte canni in pieno. Però Stronzo I, invece, ci ha saputo decisamente fare. La "stronzatina" mi era piaciuta un sacco e questo non ha fatto altro che innalzare il suo punteggio.
Bravo Stronzo I, tanto di cappello.
Passiamo la serata a parlare del più e del meno, ci spostiamo verso il Mono, parliamo ancora del più e del meno, mi riaccompagna a casa, parliamo ancora del più e del meno e finalmente ci diamo 'sto cazzo di bacio che era da ore che ci stava ronzando attorno.
I giorni a seguire sono stai una serie di uscite: cinema, casa delle sue amiche, fuori con le sue sue amiche, discoteca con i suoi amici. Mi stava facendo conoscere a tutta la cerchia delle sue conoscenze in pratica.
Una sera gli ho chiesto se era libero il prossimo sabato per andare al One Way (una discoteca gay fuori Milano e che lui frequentava spesso NdA) ma lui mi dice che quella sera avrebbe avuto una cena e proprio non poteva. Segnatevi sta frase perché avrà molta importanza a breve.
Arriviamo al giorno fatale in cui il tutto si è trasformato.
Dopo 3 settimane di intense uscite e incontri, arriva il momento focale. Mi invita a casa sua per guardare un film. Ci mettiamo d'accordo su orari e luoghi di incontro (lui abitava a 25 km da casa mia, in un luogo raggiungibile solo tramite deltaplano prima e moto da cross dopo, quindi dovevamo sempre pianificare il tutto). La butto lì. Posso fermarmi anche a dormire? Certo che puoi. Olè, è fatta!
Durante il giorno esco con una mia amica e mi arriva un suo messaggio.
Premessa: ero sempre io a scrivere e cercare. Lui si degnava di rispondere ma mai di scrivere di prendere l'iniziativa.
Quindi il messaggio da parte sua non preannunciava nulla di buono:
Lui: "Mi sono ricordato ora che domani mattina mi devo alzare presto per andare al Carrefour"
Io: "Presto quanto?"
Lui: "Boh, 8.30"
Silenzio.
Io: "Devi fare una rapina al Carrefour o posso venire anche io?"
Lui: "No, te lo dicevo che magari tu volevi dormire un po' di più"
Io: "No, vabbè, mi sveglio, tranquillo"
Fine atto I.
Dopo un'oretta, rientro in scena dei personaggi . Altra ventata gelida:
Lui: "Guarda, nulla, domani mattina devo andare anche a fare delle commissioni. Ti spiace se vediamo il film e poi ti riporto a casa?"
Io, che non sono scemo e già mi stava per partire l'insulto: "Ascolta Stronzo I, se vuoi facciamo un'altra volta anche per il film. Mi scoccia che poi mi devi riaccompagnare a casa e farti tutta la strada."
Lui: "No, non ti preoccupare."
Io: "Ma, io lo dico per te, più che altro che se poi domani ti devi svegliare presto."
Lui: "Ok, allora niente. Ciao."
Fine atto II.
Dopo un'oretta si rialza il sipario:
Lui: "Comunque volevo dirti che mi hai fatto girare molto i coglioni."
Io che guardo il telefono con aria sbigottita e mantengo i nervi saldi per evitare di sbriciolarlo tra le mani: "Scusa? Per cosa?"
Lui: "Te lo dirò dopo, adesso sono molto incazzato".
Io che guardo il telefono e mi si crepa la faccia.
Fine atto III
La sera si dialoga per ore su whatsapp e viene fuori che in questo periodo lui è un po' incasinato a livello emotivo, che non vuole impegnarsi perché HA PAURA DI SOFFRIRE, che vuole stare un po' da solo e solite cazzate che si dicono. Io prendo atto e gli dico in primis di consultare la sua amica psicologa invece di presentargli i casi umani che incontra su internet, e che non gli scrivo più e che se vuole si fa sentire lui.
Dopo tre giorni, le balle di fieno che rotolano.
Sabato sera, ore 02.00 AM:
Io: "Stronzo I, mi manchi e ho bisogno di parlarti, hai due minuti?"
Lui: "Andrea, sono a ballare e non mi sembra il caso"
Ricollegate alla frase che ho sottolineato prima e potete capire perché da quell'istante in poi l'ho spedito nell'AdD.
E ho pure mangiato la pizza per sto qua!!!
Oppure quel momento in cui sono passati dalla categoria dei "frequentanti", all'Abisso dei Dimenticati. Allora in quel caso preferisco usare nomignoli più affettuosi, in modo da ricordare il perché non dovrebbero fare più ritorno da quell'abisso (che da questo momento in poi chiameremo AdD in modo da velocizzare il tutto).
Ci siete, quindi? AdD = Abisso dei Dimenticati.
Oppure degli esclusi, degli eliminati, dei nominati, insomma, decidete voi, sappiate solo che lì ci stanno quelli che mi sono cavato dalle palle e che non voglio più far tornare indietro.
Mi è sembrato doveroso dover spiegare quanto sopra in modo che possiate avere un quadro chiaro e completo di come ragiono.
Partiamo.
Chi è Stronzo I? La "I" sta per primo. Numero cardinale. A me gli Stronzi piace metterli in sequenza, numerarli come i papi.
Perché "I"? Non perché non ne abbia conosciuti altri prima di lui, magari. Ma perché "Stronzo" è una nuova generazione. Un po' come i pokémon. Che prima c'erano solo i pokémon normali, rosso, blu e giallo. Poi sono arrivati diamante, zaffiro, perla, nero, bianco etc. Ecco, uguale. Solo che, quelli che per questa generazione vengono definiti "Stronzi", prima avevano altri appellativi che non sto qui a dirvi se no facciamo mattino.
Comunque, chi è Stronzo I?
Stronzo I è stato il primo dell'anno, e si è conquistato il tanto ambito nuovo nome della nuova generazione.
Conosciuto su internet, ha esordito con frasi d'effetto e commenti sarcastici su quanto fossero instabili le persone in rete, sul fatto che lui avesse un'amica psicologa al quale aveva esposto diverse conversazioni avute con loschi figuri che prima gli avevano giurato amore eterno e il giorno dopo erano spariti. La solita solfa dell'abbordaggio omosessuale tramite applicazioni smartphone, insomma. Chi ha, sa.
E io, ovviamente, ho abboccato in pieno.
Passiamo la serata a chattare del più e del meno e decidiamo di vederci l'indomani sera per andare a bere qualcosa al Mono (locale gay friendly in zona Porta Venezia NdA).
L'indomani ci risentiamo e mi propone cena + bevuta.
In pizzeria.
Pizza.
Vorrei soffermarmi su questo punto e farvi riflettere. Io non mangio carboidrati. Manco se me li ficcano in bocca a forza.
Ora, per non fare la figura del ragazzo interrotto, ho accettato la cena e mangiato la pizza.
Appena incontrati lui mi dice che ha un regalo per me. Una "stronzatina" come l'ha definita lui. Un portachiavi a forma di ninja. ("Perchè mi hai detto che hai fatto arti marziali per anni e ho pensato che ti sarebbe potuto piacere). Io non amo i regali, Specialmente ai primi appuntamenti, quando ancora la persona non la conosci e il 99% delle volte canni in pieno. Però Stronzo I, invece, ci ha saputo decisamente fare. La "stronzatina" mi era piaciuta un sacco e questo non ha fatto altro che innalzare il suo punteggio.
Bravo Stronzo I, tanto di cappello.
Passiamo la serata a parlare del più e del meno, ci spostiamo verso il Mono, parliamo ancora del più e del meno, mi riaccompagna a casa, parliamo ancora del più e del meno e finalmente ci diamo 'sto cazzo di bacio che era da ore che ci stava ronzando attorno.
I giorni a seguire sono stai una serie di uscite: cinema, casa delle sue amiche, fuori con le sue sue amiche, discoteca con i suoi amici. Mi stava facendo conoscere a tutta la cerchia delle sue conoscenze in pratica.
Una sera gli ho chiesto se era libero il prossimo sabato per andare al One Way (una discoteca gay fuori Milano e che lui frequentava spesso NdA) ma lui mi dice che quella sera avrebbe avuto una cena e proprio non poteva. Segnatevi sta frase perché avrà molta importanza a breve.
Arriviamo al giorno fatale in cui il tutto si è trasformato.
Dopo 3 settimane di intense uscite e incontri, arriva il momento focale. Mi invita a casa sua per guardare un film. Ci mettiamo d'accordo su orari e luoghi di incontro (lui abitava a 25 km da casa mia, in un luogo raggiungibile solo tramite deltaplano prima e moto da cross dopo, quindi dovevamo sempre pianificare il tutto). La butto lì. Posso fermarmi anche a dormire? Certo che puoi. Olè, è fatta!
Durante il giorno esco con una mia amica e mi arriva un suo messaggio.
Premessa: ero sempre io a scrivere e cercare. Lui si degnava di rispondere ma mai di scrivere di prendere l'iniziativa.
Quindi il messaggio da parte sua non preannunciava nulla di buono:
Lui: "Mi sono ricordato ora che domani mattina mi devo alzare presto per andare al Carrefour"
Io: "Presto quanto?"
Lui: "Boh, 8.30"
Silenzio.
Io: "Devi fare una rapina al Carrefour o posso venire anche io?"
Lui: "No, te lo dicevo che magari tu volevi dormire un po' di più"
Io: "No, vabbè, mi sveglio, tranquillo"
Fine atto I.
Dopo un'oretta, rientro in scena dei personaggi . Altra ventata gelida:
Lui: "Guarda, nulla, domani mattina devo andare anche a fare delle commissioni. Ti spiace se vediamo il film e poi ti riporto a casa?"
Io, che non sono scemo e già mi stava per partire l'insulto: "Ascolta Stronzo I, se vuoi facciamo un'altra volta anche per il film. Mi scoccia che poi mi devi riaccompagnare a casa e farti tutta la strada."
Lui: "No, non ti preoccupare."
Io: "Ma, io lo dico per te, più che altro che se poi domani ti devi svegliare presto."
Lui: "Ok, allora niente. Ciao."
Fine atto II.
Dopo un'oretta si rialza il sipario:
Lui: "Comunque volevo dirti che mi hai fatto girare molto i coglioni."
Io che guardo il telefono con aria sbigottita e mantengo i nervi saldi per evitare di sbriciolarlo tra le mani: "Scusa? Per cosa?"
Lui: "Te lo dirò dopo, adesso sono molto incazzato".
Io che guardo il telefono e mi si crepa la faccia.
Fine atto III
La sera si dialoga per ore su whatsapp e viene fuori che in questo periodo lui è un po' incasinato a livello emotivo, che non vuole impegnarsi perché HA PAURA DI SOFFRIRE, che vuole stare un po' da solo e solite cazzate che si dicono. Io prendo atto e gli dico in primis di consultare la sua amica psicologa invece di presentargli i casi umani che incontra su internet, e che non gli scrivo più e che se vuole si fa sentire lui.
Dopo tre giorni, le balle di fieno che rotolano.
Sabato sera, ore 02.00 AM:
Io: "Stronzo I, mi manchi e ho bisogno di parlarti, hai due minuti?"
Lui: "Andrea, sono a ballare e non mi sembra il caso"
Ricollegate alla frase che ho sottolineato prima e potete capire perché da quell'istante in poi l'ho spedito nell'AdD.
E ho pure mangiato la pizza per sto qua!!!
Chi ben incomincia...
Eccoci di qui. Di nuovo. Perché di tempo ce ne è tanto e di storie da raccontare pure.
Parto con la premessa, come in un buon libro che si rispetti. Perché, sì, voglio che questo spazio sia una specie di libro, un diario, un qualcosa che possa essere letto piacevolmente, che intrattenga chiunque voglia posare gli occhi sulle varie vicissitudini con il quale ho a che fare quotidianamente nel corso della mia vita.
Non sono molto bravo a creare storie o discorsi dettagliati, quindi preferisco farvi un resoconto più o meno dettagliato dei momenti della mia vita che non possono non essere raccontati o solamente descritti in 140 caratteri (chi mi segue su Twitter sa già di cosa sto parlando).
Io spero vi divertirete a leggere dei miei "drammi" (per lo più amorosi) e delle mie "avventure" come mi divertirò io a scriverle e a descriverle.
Vi auguro buona lettura.
Ok, che premessa del cazzo, accontentatevi. Io manco la volevo fare, solo che mi sembrava brutto aprire un blog così, partendo a raccontare i cazzi miei senza dare una motivazione a tutto ciò.
Vabbè, ormai l'avete letta, passate oltre e non pensateci più!
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